Telematic 2.0: perché abbiamo riscritto da zero il nostro prodotto

28 settembre 2026

L’anno scorso abbiamo presentato su questo blog Telematic.Pro, il nostro servizio per automatizzare i canali Telegram. Da allora molte cose sono cambiate: all’inizio del 2026 abbiamo preso una decisione non facile e abbiamo riscritto il prodotto da zero. Oggi non è più un semplice strumento di pubblicazione automatica, ma una redazione basata sull’IA che scrive i post, monta i video e li pubblica su dieci piattaforme in totale autonomia. Ecco perché è andata così e cosa ci ha insegnato.

Telematic.Pro 2.0

Quando un prodotto supera la propria architettura

La prima versione era stata realizzata in tre mesi e svolgeva benissimo il suo compito originario: raccogliere materiali dalle fonti, riscriverli con l’IA e pubblicarli su Telegram. Gli utenti sono arrivati — e hanno portato nuove richieste:

«Si può pubblicare anche su VK e YouTube?»
«Si può trasformare un articolo in un video?»
«Come faccio a capire cosa funziona meglio?»

Ognuna di queste richieste si scontrava con le fondamenta. La prima versione era costruita attorno a Telegram: 17 tabelle, un solo provider di IA, due lingue e nemmeno un test automatico. Aggiungerci sopra video e nuove piattaforme sarebbe stato come tirare su un palazzo sulle fondamenta di un capanno degli attrezzi.

La prima e la seconda versione

Riscrivere non significa ricominciare da capo

Abbiamo conservato l’essenziale: la conoscenza degli utenti, gli scenari che avevano già dimostrato il loro valore e il dominio stesso. Sotto il cofano, invece, è cambiato tutto:

API su NestJS e Prisma, interfaccia su Next.js, design system proprietario;
63 modelli di dati invece di 17 — piattaforme, video, sceneggiature, pagamenti, analisi;
processi in background affidati a worker dedicati, così le operazioni pesanti non rallentano l’interfaccia;
più provider di IA invece di uno — per ogni compito si sceglie il modello più adatto;
7 lingue dell’interfaccia e 164 suite di test automatici fin dai primi mesi.

Le prime cinque settimane sono servite a costruire il nucleo: fonti, elaborazione IA, pianificatore, integrazioni con le piattaforme e pagamenti. Da lì in poi il prodotto è cresciuto su basi solide.

Scelta della fonte dei contenuti

Video: la parte più difficile e più preziosa

La novità principale della seconda versione è la produzione di video a partire dal testo. L’IA scrive una sceneggiatura e la divide in scene, il testo viene letto da una voce sintetica o dalla propria voce, si aggiungono sottotitoli, musica e inserti animati, poi il video viene montato e pubblicato su YouTube, Shorts e social network.

Dietro ci sono scelte che l’utente non vede, ma che rendono il prodotto economicamente sostenibile:

rendering distribuito — i video vengono assemblati su macchine separate che si collegano alla piattaforma e si sostituiscono a vicenda in caso di guasto;
riconoscimento vocale in locale con Whisper invece di un’API a pagamento — riduce sensibilmente il costo di ogni video;
contabilizzazione dei costi dell’IA per ogni operazione — si vede quanto costa al prodotto ogni post e ogni video.

Studio video

Rendering del video

Pilota automatico: un prodotto che lavora senza l’utente

Lo scenario ideale per il cliente è configurare tutto una volta e dimenticarsene. Il pilota automatico prende i materiali più recenti dalle fonti, prepara post e video e li invia per l’approvazione o direttamente alla pubblicazione. Secondo il contatore sul sito del servizio, in pilota automatico sono già uscite oltre 8.600 pubblicazioni.

Pilota automatico

La crescita come parte del prodotto

Un’altra lezione: il marketing conviene costruirlo dentro il prodotto, non accanto. Con la seconda versione sono arrivati un generatore di post gratuito senza registrazione, pagine dedicate a singole esigenze e confronti con i concorrenti, una knowledge base in 7 lingue e, per il team, un Growth hub con ricerca di potenziali clienti, A/B test delle email e analisi delle risposte con l’IA. Oggi il servizio conta circa 1.000 pagine nell’indice dei motori di ricerca.

Generatore di post gratuito

Quando riscrivere da zero è giustificato

Riscrivere è una decisione costosa, e il più delle volte conviene far evolvere il codice esistente. Ma ci sono segnali che indicano che è arrivato il momento:

1.
Le nuove funzionalità rompono quelle vecchie. Ogni modifica richiede soluzioni di ripiego nelle fondamenta.
2.
Il modello dei dati non descrive più il business. Il prodotto fa già più di quanto il suo database riesca a esprimere.
3.
Non ci sono test e toccare il codice fa paura. La velocità di sviluppo cala a ogni release.
4.
Sai esattamente cosa costruire. La prima versione ha già verificato le ipotesi — la seconda si basa sulla conoscenza, non sulle supposizioni.

Nel caso di Telematic, si sono verificati tutti e quattro i punti. In otto mesi e oltre 1.400 iterazioni, il prodotto è passato da strumento di autoposting per Telegram a vera e propria redazione IA.

Il caso di studio completo, con le schermate, è nel nostro portfolio, mentre il servizio si può provare su telematic.pro.

Se anche il tuo prodotto si scontra con la sua stessa architettura, raccontaci il tuo progetto: ti aiuteremo a capire cosa conviene di più, farlo evolvere o riscriverlo.